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maggio 22, 2019
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Tesla svela il suo computer Full Self-Driving: 'oggettivamente il miglior chip al mondo'

Tesla svela il suo computer Full Self-Driving: 'oggettivamente il miglior chip al mondo'

In occasione del Tesla Autonomy Day, un evento su invito svoltosi a Palo Alto, in California, Tesla ha svelato tutti i dettagli sul suo computer Full Self-Driving, precedentemente conosciuto come Autopilot 3 Autopilot 3. È stato annunciato che FSD è adesso in produzione e che si trova all'interno di tutte le Model S e Model X prodotte a marzo e nei veicoli della linea Model 3 prodotti a partire dal 12 aprile. Come sottolinea il nome stesso, veicola la promessa della totale guida autonoma gestita interamente tramite l'hardware presente sull'auto. Parliamo di un computer dotato di due SoC separati che gestiscono due reti neurali per una ragione di ridondanza dei calcoli.

 

Durante la conferenza, Elon Musk e Pete Bannon, responsabile dei progetti hardware e Autopilot di Tesla, hanno spiegato come funziona il nuovo chip e perché l'azienda ha deciso di produrre una propria tecnologia, abbandonando NVIDIA Drive Xavier, che si trovava alla base della precedente generazione di Autopilot.

Musk sostiene di aver sentito la necessità di utilizzare un chip che fosse stato sviluppato da zero per la rete neurale, il che non corrispondeva alle tecnologie precedentemente esistenti. All'hardware poi è stato associato un software progettato su misura su di esso. Musk definisce, ormai da mesi, questa tecnologia come "il miglior chip al mondo" e durante l'evento ha mostrato delle slide che evidenziano un gap prestazionale importante rispetto alle tecnologie NVIDIA di precedente generazione. FSD sarebbe in grado di processare un numero di fotogrammi al secondo superiore di 21 volte rispetto al precedente hardware Tesla Autopilot.

Bannon, che ha lavorato, tra le altre compagnie, con Apple, ha anche spiegato come sono stati risolti i problemi di alimentazione. FSD consuma effettivamente di più rispetto alla precedente generazione (72W contro 57W) ma rimane comunque all'interno di un range di consumi che permette a Tesla di alimentarlo senza dover installare una batteria di capacità superiore. Bannon ha anche affermato che la produzione del nuovo hardware, rispetto all'hardware di precedente generazione, costa il 20% in meno per ogni singola auto.

Musk ha aggiunto che Samsung sta producendo il nuovo chip progettato da Tesla ad Austin, in Texas, e non si aspetta alcun problema con la fornitura. Il risparmio nella produzione, inoltre, viene direttamente investito sulla prossima generazione di chip, che Musk si aspetta più performante di tre volte rispetto a quella appena introdotta.

Il die di FSD ha una dimensione di 260 millimetri quadrati e conta 6 miliardi di transistor. Naturalmente l'obiettivo principale del sistema è gestire il flusso di dati provenienti dai sensori installati sull'auto a guida autonoma attraverso un modello computazionale basato su due reti neurali separate. Il nuovo computer Full Self-Driving è basato su una logica incentrata sulla ridondanza, anche per quanto riguarda l'alimentazione e i calcoli: il sistema, infatti, esegue separatamente due volte i calcoli servendosi delle due reti neurali su cui è basato e li confronta prima di provvedere a sterzare la macchina. "La probabilità che questo computer fallisca è inferiore alla probabilità che a un essere umano sopraggiunga un mancamento" ha detto Musk.

 

Tesla Full Self-Driving

 

Parliamo di un SoC costruito con processo costruttivo di tipo FinFET a 14 nanometri, dotato di 32 MB di SRAM. La GPU funziona a 1 Ghz ed è capace di processare 600 gigaflop al secondo, sia in FP16 che in FP32. Quanto alla parte CPU, abbiamo 12 core di tipo ARM A72 che operano a 2,2 Ghz: si tratta della micro-architettura che segue ARM A57, già punto di riferimento nella sua generazione, e che implementa il set di istruzioni ARMv8-A a 64-bit.

Installare un computer FSD su una Tesla costa al cliente 5 mila dollari e permette al veicolo di cambiare automaticamente corsia, di gestire l'auto negli svincoli autostradali e di imboccare proattivamente le uscite. Più avanti nel corso dell'anno, secondo le promesse di Tesla, le vetture dotate di FSD saranno in grado di gestirsi automaticamente nelle città, di riconoscere i semafori e gli stop, e di agire di conseguenza.

Quando si attiva il nuovo servizio alimentato da FSD, e definito Navigate on Autopilot, l'auto visualizza un messaggio che ricorda al conducente che è ancora lui pienamente responsabile del veicolo. Se il conducente rimuove le mani dal volante, inoltre, rischia di disabilitare il sistema.

 

Tesla Full Self-Driving

 

Nonostante questo, Musk sottolinea come le nuove Tesla con FSD dal punto di vista dell'hardware siano pronte alla guida completamente autonoma. FSD, infatti, riceve informazioni su ciò che circonda l'auto da otto telecamere che hanno una visione a 360 gradi intorno al veicolo, che funzionano insieme a un radar frontale e a sensori ultrasonici a corto raggio. Secondo Musk, dunque, basterebbe schiacciare un pulsante per rilasciare un aggiornamento software che rende tutte queste auto completamente autonome.

Secondo altri esperti servono almeno 10 anni perché questi veicoli possano gestirsi in maniera totalmente svincolata rispetto all'essere umano. Anche perché i veicoli Tesla non usano sensori LIDAR. Questi sensori, usati da altre case automobilistiche come Waymo, GM e Ford, emettono un raggio di luce per rilevare la distanza a cui si trova un oggetto. Secondo alcuni, non predisporre il veicolo di un sistema LIDAR ridurrebbe la precisione. Per Musk non è così perché LIDAR sarebbe inutilmente dispendioso e ingombrante per l'installazione sui veicoli Tesla.

Le dichiarazioni di Musk all'evento Tesla Autonomy Day (lo vedete sotto nella sua interezza, circa 4 ore) stanno facendo molto discutere in svariati ambienti sulla rete, soprattutto la fattibilità della piena guida autonoma sin da subito. Le promesse sono sicuramente molto importanti: vedremo se dai primi collaudi emergerà un beneficio concreto per i conducenti legato alla presenza del nuovo computer.

Fonte: Rosario Grasso pubblicato il 23/04/2019

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